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"Dall'angolo del divano ricoperto di tappeti persiani, sul quale giaceva, fumando, com'era sua abitudine, innumerevoli sigarette, Lord Henry Wotton poteva appena afferrare il barlume giallo miele dei dolci fiori di un citiso, i cui tremuli rami pareva che non ce la facessero a sopportare il peso di una bellezza così fiammeggiante."
Sala del Museo del Tappeto di Taher Sabahi
Gualdrappe orientali. Coperte da cavallo e da sella
Torino, Sabahi Gallery - 26.09.09|31.12.09
I turkmeni e i loro tappeti
Torino, Galleria Sabahi - 20.11.08|25.02.09
SUZANI - Ricami dell'Asia centrale
Torino - 23.03.07|21.04.07
SUZANI - Ricami dell'Asia centrale
Torino - 23.03.07|21.04.07
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I suzani, un termine che significa “ricamato ad ago” sono i manufatti ricamati delle popolazioni dell’Asia centrale: drappi, ma anche indumenti o bardature per i cavalli. L’area in cui vengono prodotti è una delle antiche tappe della Via della seta; i suzani venivano ricamati nelle manifatture urbane di centri come Bukhara, Nurata, Samarkanda e Tashkent, ma anche nelle più semplici case dei villaggi rurali. I loro decori mostrano l’influenza del raffinato stile decorativo urbano, ma vi è evidente in ugual modo l’apporto del repertorio decorativo dei nomadi. Le tessitrici infatti appartenevano in larga parte all’etnia uzbeka, di remota origine turcomongola, ma anche a quella iranica dei Tagiki o a quella khirghiza; tra queste popolazioni l’arte tessile ha un ruolo importante, e i loro manufatti, che spaziano dalle sete ai feltri, si distinguono per la raffinatezza esecutiva e decorativa.  Tradizionalmente i suzani venivano ricamati dalle fanciulle da marito per il proprio corredo; all’interno delle case erano impiegati come arazzi per le pareti, come tende per dividere gli ambienti e isolare l’alcova nuziale, e anche come coperture per i letti e i tavoli.  Le donne li ricamavano lavorando in gruppo e impiegavano come base dei fini tessuti di cotone, prodotti in casa in pezze di piccola dimensione, che spesso, dopo essere state ornate, venivano giuntate con minuziose cuciture per ottenere drappi più grandi. Il disegno veniva tracciato da un disegnatore di professione o dalla ricamatrice più esperta; quindi tutte le donne di casa, oppure un gruppo di lavoranti, iniziavano a completarne separatamente le singole parti, lavorando con aghi finissimi e con filati di seta o cotone variopinto. Il disegno dei suzani è dominato da motivi floreali astratti, distribuiti in ordinati ricorsi oppure più spesso composti a formare medaglioni circolari, ripetuti sul campo. Sono palesi i richiami alla tradizione decorativa della Turchia ottomana, la cui influenza fu assai marcata in Asia centrale tra il XVI ed il XVIII secolo, ma al tempo stesso si possono trovare confronti con gli antichi tessuti iranici dell’epoca sassanide, ornati da animali fantastici rinchiusi entro medaglioni tondeggianti; altre componenti del tradizionale ornato dei suzani trovano la loro origine nel repertorio decorativo delle genti nomadi turche o mongole, che dal X al XV secolo si riversarono in ondate successive oltre il Syr Darya. I suzani in mostra sono parte di una collezione privata e risalgono, con poche eccezioni al XIX secolo; tra essi figurano non soltanto i più noti grandi drappi cerimoniali, ma anche oggetti d’uso quotidiano, dagli indumenti, ai finimenti per le cavalcature, fino agli asmalyk per i cammelli ed alle sacche di vario tipo.

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